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"Un violino con l'anima armena. Tenero ed infuocato concerto della Tchakerian al Conservatorio. Sonig Tchakerian non è spavalda, nè sulla composizione nè sull'uditorio: e il pubblico ha progressivamente capito la sua vena di dolcezza pensosa che si fa canto, ed allora diventa incandescenza (...). In Brahms questa violinista che indaga il nascere delle idee con esitazione e delicatezza quasi ritrosa ha spiegato suono corposo, caldo, di melodia liberata in canto vibrato, come se risuonasse la convinzione di una intera orchestra." "Un violino che ti invita a cercare nella musica. (...) Un suo concerto è un'esperienza antidivistica, tutta fondata sulla bellezza e sull'importanza di ciò che propone, con semplice simpatia e con una cultura fatta di istinto e di studio (...). Alla Società dei Concerti, folla, applausi, nella sala grande del Conservatorio." "Capricci, il violino totale. Sonig Tchakerian ha percorso questa "summa" di ogni violinista con l'energia e la musicalità che sono la sua cifra interpretativa caratteristica. La sua tecnica è sciolta e naturale, così da far apparire anche i passaggi più vertiginosi, quelli prossimi all'ineseguibilità, come la logica estensione di una sensibilità sempre alla ricerca delle sfumature e dei particolari più eloquenti (...). pubblico avvinto...alla fine una lunga ovazione. Riconoscente." UN'ARMENA TUTTA SOLA "Con Ravel sulle strade del mistero. (...) Il violino di Sonig Tchakerian ed il violoncello di Mario Brunello hanno cominciato a tessere l'indecifrabile tela della Sonata di Ravel (...). Assorta lei nell'intensità umana e nella preziosità strumentale, sperduto e ritrovato lui nelle invenzioni emozionanti del suo suono, Sonig e Mario sono parsi personaggi di una storia senza tempo..." Integrale sonate di Beethoven Tchakerian - Lucchesini E' DI SCENA MOZART "Dal violino di Sonig un canto primaverile. (...) La violinista, smentendo il suo stesso phisique esile e delicato, ha fatto del concerto mendelssohniano uno svettante poema della giovinezza. La densità del suono, infallibilmente controllato, la morbidezza dell'arcata, la straordinaria freschezza primaverile del fraseggio (...), fino ai due fuori programma paganiniani, concessi a furor di popolo, affrontati con foga e lucidità." "La sua arcata è sicura, la sua cavata è intensa e sensibilissima, la qualità del suono raffinata, la tecnica elegante e ricercata (...). La accesa interpretazione della Zingaresca di Sarasate ha ulteriormente messo in luce il magistrale virtuosismo di Sonig Tchakerian." |